Internet

Usare la 'rete delle reti' nella pubblica amministrazione

A partire dagli anni 90 la diffusione di internet ha prodotto profonde trasformazioni sociali, economiche, culturali. Quasi sempre alla parola ‘internet’ è associata la parola ‘rivoluzione’, per indicare le conseguenze che tale strumento, se così può essere definito senza ridurne la complessità, ha creato nella società contemporanea.
 
La pubblica amministrazione non è stata ovviamente “indenne” dall’effetto internet; al contrario, anche se in parte più lentamente rispetto ai soggetti privati, ha intrapreso un percorso di cambiamento organizzativo che si è intersecato con il più ampio processo di trasformazione e innovazione dell’amministrazione pubblica avviato negli anni ’90 e ancora in realizzazione.
 
 
Cos’è internet
 
Internet, contrazione della locuzione inglese Interconnected Networks, ovvero Reti Interconnesse,  è una rete  mondiale ad accesso pubblico. Tale interconnessione è oggi resa possibile da protocolli di rete TCP/IP  (il protocollo TCP per la gestione dei dati e l’IP - Internet Protocol - per la loro canalizzazione), che costituiscono la "lingua" comune con cui i computer si interconnettono e comunicano tra loro. Definito “la rete delle reti”, internet offre oggi svariati servizi, il principale è il World Wide Web (‘www’ o più brevemente web), servizio che permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti multimediali e di ulteriori servizi accessibili agli utenti di internet. Caratteristica principale del Web è che i suoi contenuti sono tra loro collegati, formando un ipertesto, tramite i cosiddetti link (collegamenti,) il web infatti si basa sul linguaggio HTML (Hyper Text Marking Language). 

Breve storia
 
L’anno di nascita di internet è il 1969. In piena guerra fredda, mentre l’Unione Sovietica effettuava esperimenti per la “conquista dello spazio”, il Ministero della Difesa Statunitense creò un’agenzia chiamata ARPA (Advanced Research Projects Agency)  allo scopo di studiare e progettare lo sviluppo di una rete, che potesse garantire comunicazioni sicure e stabili tra le sedi delle forze armate statunitensi e i centri di ricerca che lavoravano a progetti di natura militare presenti in diverse località. Nel 1969 nacque il primo risultato concreto del progetto, chiamato ARPAnet.
Gli studi proseguirono, coinvolgendo nuovi soggetti (come ad esempio la NSF National Science Foundation), allargando l’ambito di ricerca (non più solo militare) e cambiando anche le finalità. Nel 1978 venne sviluppata un’evoluzione del primo protocollo, utilizzato ancora oggi: il protocollo TCP/IP. Successivamente venne creato un protocollo per la gestione della posta elettronica, denominato SMTP (Simple Mail Transfer Protocol) e venne sviluppato un sistema di identificazione dei nodi della rete più semplice e intuitivo: il Domain Name System. Nel 1988 venne progettata la prima chat che permise a più utenti di dialogare per iscritto in tempo reale. Anche l’Europa inizio a collaborare alle ricerche su internet e nel 1991 il Cern di Ginevra sviluppò un sistema per consultare in modo intuitivo informazioni, dati e immagini; nacquero così l’attuale World Wide Web e il linguaggio HTML.
 
Il Web 2.0

Il termine web 2.0 è stato coniato nel 2004 durante una conferenza da Tim O’Reilly -  per indicare lo sviluppo e il rinnovamento della rete internet. Il termine, ormai entrato nell’uso comune, indica uno stato di evoluzione del Web - rispetto al cosiddetto Web 1.0 rappresentato dalla produzione di contenuti web statici - caratterizzato dalla nascita di nuovi servizi e nuove applicazioni online che permettono un maggiore livello di interazione e di partecipazione diretta degli utenti nella valutazione, produzione e modificazione dei contenuti multimediali presenti in rete.
Il web diventa così uno spazio di condivisione di contenuti, uno strumento collaborativo tra diversi utenti. La rete acquista una dimensione sociale e si inizia a parlare di web community, di comunità virtuali dove utenti, senza limiti di spazio e tempo, possono mettersi in relazione, scambiarsi opinioni, lavorare insieme in modo partecipativo, collaborativo e paritario.

Il web 3.0

Recentemente, si è iniziato a parlare di web 3.0, per indicare un’ulteriore fase di sviluppo del web e la diffusione di nuovi strumenti. Non esiste una definizione precisa del web 3.0, dato che tale sviluppo è in divenire, ma possiamo associare  questo nuovo termine ad alcune innovazioni più recenti, come il web semantico [1] , il cloud computing [2] e soprattutto le ricerche e gli studi che si occupano di intelligenza artificiale.

Internet nella PA
 
La diffusione di internet ha spinto la pubblica amministrazione ad intraprendere un articolato e complesso processo di innovazione, basato sulla riprogettazione dell’organizzazione interna dei servizi e degli uffici, sul cambiamento delle modalità di lavoro interne, sull’introduzione di nuovi strumenti, strutture e professionalità. Lo sviluppo di internet nella PA ha stimolato soprattutto la riprogettazione dei servizi, delle modalità di relazione e comunicazione con i cittadini.
In un contesto dove un numero in costante crescita di persone comunica, si mette in relazione e cerca informazioni attraverso internet, o meglio attraverso il world wide web, i soggetti pubblici sono chiamati ad adeguarsi nella gestione e costruzione delle relazioni e nell’offerta dei servizi. La pubblica amministrazione, tenta oggi, non solo di rispondere adeguatamente ai cambiamenti sociali e culturali avvenuti, ma di proporre soluzioni innovative, capaci di cogliere tutte le nuove opportunità offerte dai diversi strumenti e di precedere eventuali nuovi bisogni dei cittadini.
 
La comunicazione pubblica diventa quindi sempre di più comunicazione on line, inizialmente con la realizzazione di portali pubblici informativi e statici, poi con lo sviluppo di siti più interattivi e l’utilizzo di nuovi strumenti di contatto, ascolto e relazione con i cittadini, per arrivare oggi alle più recenti sperimentazioni di veri e propri sportelli virtuali , attraverso i quali la PA mette a disposizione dei cittadini una serie di servizi on line e permette  operazioni di transizione attraverso il web.
 
Con la diffusione di internet nella PA, si è iniziato a parlare di e-government, termine che indica l’uso nei processi amministrativi delle tecnologie informatiche, o meglio dell’ICT, Information Communication Tecnology, al fine di rendere più efficiente l’azione della pubblica amministrazione e di migliorare la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Si sono diffusi nuovi obiettivi per la PA, quali la digitalizzazione e la dematerializzazione, la gestione elettronica dei flussi documentali.

A livello normativo sono state individuate nuove disposizioni al fine di garantire l’effettivo cambiamento da parte delle PA su tutto il territorio nazionale – come ad esempio il Codice dell’amministrazione digitale emanato nel 2005 e più volte modificato e integrato – e sono state fissate linee guida e piani d’azione nazionali – come ad esempio la linee guida per la realizzazione dei siti web aggiornate annualmente e i piani di e-government -. Il quadro degli interventi legislativi si è progressivamente ampliato, e per supportare i processi di cambiamento sono state previste a livello nazionale strutture specifiche, come il DigitPA, l’ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione (fino al dicembre 2009 denominato CNIPA Centro nazionale per l’informatica nella PA) e il Dipartimento per l’innovazione tecnologica, presso il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

Gli interventi normativi hanno riguardato anche un altro aspetto fondamentale di internet, l'accessibilità, intesa come garanzia del rispetto del principio di pari opportunità e del diritto di accesso universale, anche da parte delle persone con disabilità o con diverse capacità e strumenti, alle informazioni e ai servizi della PA.

Con la diffusione del web 2.0 e dei nuovi strumenti ad esso collegati, nella PA si è iniziato a parlare di e-democracy, espressione usata per indicare la partecipazione dei cittadini alle attività delle pubbliche amministrazioni ed ai processi decisionali attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione.  La pubblica amministrazione sta sempre di più utilizzando i nuovi strumenti web 2.0 e sta progettando nuovi spazi web al fine di potenziare le proprie capacità di comunicazione ed interazione con i cittadini e per stimolare la partecipazione diretta della cittadinanza ai processi decisionali.  Oggi la PA sta compiendo un ulteriore passo su questa strada, con i progetti di Open government e Open Data, cioè dati pubblici in formato aperto, "libero" e accessibili a tutti i cittadini e facilmente riutilizzabili e scambiabili sul web.

Anche nella pubblica amministrazione, si è diffuso inoltre, spesso messo in correlazione con l'accessibilità, il tema dell'usabilità, o meglio della web usability; l'usabilità si riferisce all'interazione utente/cittadino - web e rappresenta un aspetto fondamentale nella progettazione di siti e servizi on line, perchè ne garantisce l'effettiva fruizione e il facile utilizzo da parte dei cittadini. 
 
Gli strumenti
 
Gli strumenti più o meno direttamente collegati ad internet e al web, che la PA ha iniziato ad utilizzare per attuare i processi sopra descritti, sono molti e  diversi per caratteristiche, applicazioni e finalità. In sintesi gli strumenti oggi più diffusi sono:  
 
Intranet
 
Portale pubblico  
 
Protocollo informatico
 
Carta nazionale dei servizi
 
Carta d’identità elettronica
 
Firma digitale

Albo pretorio on line   
 
Posta elettronica  

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VoIP  



 

Bibliografia

  • Giovanni Acerboni   Progettare e scrivere per Internet   2005 
  •   L'amministrazione digitale. Il diritto amministrativo nella evoluzione telematica  Giuffr  2008 
  • Elvira Berlingieri   Legge 2.0. Il web tra legislazione e giurisprudenza  Apogeo 
  • M. Masini, A. Lovari, S. Bennati   Comunicazione pubblica digitale. Conoscere, partecipare interagire  Bonanno editore  2010 
  • Giovanni Pascuzzi   Il diritto nell'era digitale  Il Mulino  2011 
  • Enrico Pulcini   Scrivere, linkare, comunicare per il Web  FrancoAngeli   2011 
  • Mauro Bonaretti   Governare la rete: dalle parole ai fatti  ForumPA  2011 
  • M. Masini, A. Lovari, S. Bennati   Dal Digital Divide ai Media Sociali.Le nuove sfide della comunicazione pubblica  Bonanno Editore  2011 
  • Digital PR   Dove vanno gli italiani in rete? Abitudini e nuovi fenomeni  Rapporto 2009 sui social media in Italia  
  • Marco Montemagno , Miska Ruggeri  Alla conquista del web  Mursia Editore  2009 
  • Alessandro Lovari , Maurizio Masini  Comunicazione pubblica 2.0. Tecnologie, linguaggi, formati  FrancoAngeli  2009 
  • Henry Jenkins   Convergenze digitali  edizioni Apogeo  2007 
  • Daniele Simonin   Il web 2.0   settembre 2007 
  • ForumPA 2007   Atti del convegno "L'impatto del web 2.0 sui servizi, la costruzione e la gestione della conoscenza, l'organizzazione delle grandi amministrazioni pubbliche"  
  • Elvira Berlingieri   Legge 2.0 Il web tra legislazione e giurisprudenza  Apogeo  2009 
  • Fornari  Giancarlo , Diodati Michele  Internet per la Pubblica Amministrazione  Buffetti  Roma  2000. 
  • Miani  Mattia   Comunicazione pubblica e nuove tecnologie  Il Mulino  Bologna  2005. 
  • de Baggis  Mafe   Le tribu' di internet  Hops  2001 


Ultimo aggiornamento: 21/12/11